Chi amministra una pagina facebook si ricorderà questo annuncio:

anuncio facebook depurazione fan

 

Non tutti hanno interpretato allo stesso modo il testo.  Qualcuno ha iniziato a sghignazzare pregustando il drastico calo di fan di pagine che ne avevano acquistati di falsi un tanto al chilo. Altri si sono preoccupati di perdere fan faticosamente e “onestamente” (il virgolettato lo spiego dopo) guadagnati.

Qualcuno ha pure tentato di cavalcare l’allarme, diffondendo annunci di questo tipo (e purtroppo troppi hanno anche sostenuto che questo fosse il significato vero della operazione facebook):

“Come forse qualcuno di voi ha notato facebook ha lanciato una campagna che elimina automaticamente i vostri mi piace dalle pagine che non seguite attivamente. Questo vuol dire che magari qualcuno di voi che ci segue senza mettere mi piace o commentare i post potrebbe vedersi togliere il like alla pagina senza accorgersene”

La verità è molto più semplice e banale, ma per certi versi preoccupante comunque.

La depurazione dei fan inattivi è iniziata in realtà prima del 12 marzo (e proseguirà dopo). In alcune pagine si vedono già gli effetti, in altre ancora no.

Alcuni lamentano una diminuzione del 30%, altri (e sono i più) diminuzioni meno drastiche, intorno al 2%.

In altri casi non c’è stata alcuna diminuzione.

Ma procediamo con ordine: cosa intende facebook per inattivi? Sono i fan falsi (fake, come dice qualcuno?).

Sì, ma non solo e non necessariamente.

I fan (mi piace) che facebook depura sono relativi a profili:

  • non più attivi (la persona si è cancellata da facebook per esempio)
  • senza alcuna attività concreta dopo il mi piace
  • compromessi da malware, usato per carpire mi piace a insaputa dell’utente
  • compromessi da malware, volutamente installato dall’utente per aggiungere mi piace alla propria pagina
  • mercenari, cioè pagati per mettere mi piace a certe pagine

Quindi, non solo profili falsi. Non solo profili inattivi.

E badate bene: le due cose (falso e inattivo) non sono sinonimi: un profilo animato da un bot può essere falso ma attivissimo. Un profilo inattivo può essere vero (legittimo) ma legato ad un utente occasionale.

In tutti i casi questi profili fanno male alla vostra pagina

Perché l’algoritmo di facebook fa arrivare le notizie della vostra pagina solo ad una percentuale di fan. (se volete saperne di più potete leggere qui e qui)

Tra i vari fattori presi in considerazione, anche il probabile interesse del fan per l’argomento da voi trattato nella pagina o in quel particolare post: il cosiddetto coinvolgimento o engagement.

Avere dei fan falsi o inattivi significa quindi diluire i vostri sforzi per aumentarlo, perché non riuscirete mai a coinvolgere un fantasma.

Vi ricordate però che in cima a questo articolo ho scritto dei fan onestamente guadagnati, usando le virgolette.

Ecco ora le spiego.

Facebook, tra mille polemiche, ha progressivamente ridotto la portata dei post delle pagine fan, cercando allo stesso tempo di invogliare più admin ad usare gli strumenti a pagamento della propria piattaforma, sia per ottenere più fan che per aumentare la portata dei post (oggi sono possibili anche altre e più ricche azioni di pormozione, ma ne parlerò in futuro).

Quindi molti hanno onestamente speso dei soldi, dandoli a facebook, per promuovere la propria pagina, i propri post.

Selezionando, come facebook stesso suggerisce e permette, un pubblico destinatario, in base ad alcuni criterti tra cui (ma non solo) l’età, la residenza, lo stato civile, la lingua parlata, gli interessi manifestati.

Orbene, facebook ora vi dice che se non avete selezionato bene il pubblico destinatario della vostra campagna di promozione, potreste trovarvi con dei fan che non sono proprio interessati alla vostra pagina, con dei mi piace che non fanno vera audience, diluendo anche così i vostri successivi sforzi per coinvolgerli.

Non dichiarano esplicitamente che questi fan saranno depurati, ma io ritengo che in alcuni casi sia possibile: il ragazzino tredicenne (che loro stessi portano ad esempio) fan di una pagina dedicata ad automobili di lusso, difficilmente è nel target di clientela. E fa numero ma non porta vendite o coinvolgimento.

Anche la pratica di molti, spesso amministratori di pagine legate a piccole attività, di invitare amici senza alcun criterio è deleteria: perché se la tua attività è legata ad una clientela locale, che senso ha invitare un amico (magari solo su facebook) a mettere mi piace, se costui vive, per esempio, oltreoceano? Non solo non sarà un tuo cliente, ma difficilmente potrà influire sui suoi amici perché diventino tuoi clienti.

Quel mi piace messo per pura cortesia non ti serve a niente. e ti fa perdere soldi.

 

In questo panorama, alcuni si sono mossi con intelligenza e costanza, selezionando attentamente il pubblico a cui rivolgersi.

Non solo dopo il 12 marzo non hanno perso alcun fan ma ne hanno guadagnati. E con sempre interessanti percentuali di coinvolgimento.

Per esempio la pagina della mia amica giornalista Jeanne Perego, nota insalatologa e autrice di libri su insalate e condimenti, ha già passato l’esame di facebook, come vedete da questa schermata.

Sono stati in effetti rimossi alcuni fan falsi, cioè non in target o inattivi. Quanti? Solo due. In una pagina che, poco per volta, ha saputo collezionarne oltre 18mila.

insalatamente fan page

 

Ecco un piccolo grafico che dimostra come addirittura, con sapiente opera di promozione, ne abbia addirittura acquisiti di nuovi:

nuovi fan insalatamente

nuovi fan insalatamente

 

Il mio consiglio? Seguite l’esempio di Jeanne (ehi! congratulazioni!) e cercate di conoscere meglio il vostro pubblico. Selezionatelo con cura e costanza, e poi coccolatelo e coinvolgetelo.

Perché non contano i numeri assoluti. Ma solo quanto “vendete”.

I manichini fanno vendere solo messi in vetrina.

Per saperne di più ecco cosa dice anche facebook in proposito: https://www.facebook.com/business/a/page/fake-likes/