Ora sapete che un algoritmo è un metodo per arrivare ad un risultato, e che facebook ne usa uno, Edgerank, per esplorare e valutare tutte le connessioni tra voi e i vostri amici.

La “mappa” esplorata tecnicamente si chiama grafo, si usa in molte discipline scientifiche ed in informatica per rappresentare i dati e le loro relazioni.

Ecco perchè questo nome lo troviamo spesso nella terminologia tecnica di facebook: Opengraph, Graphrank, Edgerank (da Edge nome dato in inglese alle interconnessioni).

OpenGraph: Lo strumento che facebook mette a disposizione degli sviluppatori web per arricchire i siti che creano, integrandoli con il social network.

Graphrank: Affiancherà Edgerank nella valutazione delle notizie candidate alla pubblicazione. Ne parlerò nel terzo articolodi questa serie. Vi anticipo solo che riguarda le notizie generate dal uso di applicazioni facebook.

Edgerank: Ne abbiamo parlato, valuta e assegna un punteggio a ciascuna attività generata  da un utente (nei confronti di un altro utente)

Giusto come promemoria vi ricordo  ancora una volta che:

Edgerank è l’algoritmo che facebook usa per scegliere tra le innumerevoli notizie esistenti, quelle meritevoli di essere mostrate nella bacheca (permettemi questa licenza: tecnicamente e precisamente dovrei dire news feed) di un utente.

Lo fa analizzando il grafo in cui le persone sono i nodi (i cerchietti) e le interazioni sono le connessioni o spigoli (Edge) con sommando tre valori:

 

  1. Affinità tra l’utente che deve ricevere la notizia e chi l’ha generata.
  2. Peso specifico del tipo di notizia
  3. Anzianità della notizia

 

Esiste anche una piccola porzione di notizie scelte a caso: Anche perchè altrimenti finireste sempre per interagire di più con gli stessi amici o pagine, creando un circolo vizioso che escluderebbe sempre di più altre notizie.

Ora, far lavorare questo algoritmo a vostro favore non è facile, ma ci si può provare.

Ricordate che occorre agire sui tre fattori: affinità, peso specifico e anzianità.

Potreste per esempio rivoluzionare quei comunicati così monolitici e trasformarli in domande a cui le persone debbano rispondere.

L’affinità del vostro lettore con voi crescerà  se risponde e ci guadagnerà la visibilità dei successivi aggiornamenti.

L’affinità è a senso unico, per cui le vostre azioni, commenti, mi piace sulla pagina del vostro lettore non avranno alcun effetto, ma potreste commentare un suo aggiornamento o foto che gli faccia lasciare un SUO commento nella vostra pagina o bacheca.

Volendo accrescere l’affinità con voi, potreste generare dei dibattiti, pubblicare qualcosa che generi polemica, chiedere che contribuiscano alla vostra bacheca: lasciateli non solo commentare!

 Chiedete, chiedete, chiedete: Cosa, come, perché, quando, dove, chi sono tutte parole magiche che scateneranno commenti.

Più condividono, scrivono, interagiscono con voi o con la vostra pagina, più crescerà l’affinità, facendo scalare posizioni ai successivi aggiornamenti.

Naturalmente il punteggio affinità non è eterno, va mantenuto: ecco che è importante una pianificazione corretta e una azione costante.

Se Facebook cerca di promuovere un certo tipo di attività, per esempio le domande, cercate di usarne il più possibile, perché sicuramente avranno, per un certo periodo, un peso specifico maggiore.

Pare che le foto abbiano un peso specifico molto alto, per cui usatele spesso, anche i video e i link hanno un peso maggiore dei semplici aggiornamenti di stato con solo del testo.

Anche il tempo di decadimento di un aggiornamento può giocare a vostro favore: Ricordate che viene calcolato in base a quando voi lo avete pubblicato ma ANCHE in base al momento in cui il vostro lettore si collega a facebook.

In quel preciso istante saranno in competizione tante notizie per ottenere l’onore di essere mostrate nella sua bacheca.

Perciò potreste cercare di sincronizzare la pubblicazione dei vostri aggiornamenti con il momento o fascia orario in cui si collega il maggior numero di lettori.

Certo compiace avere un gran numero di fan, lettori o follower: Ma è molto più importante il loro coinvolgimento.

Questo algoritmo ci forza a capire che un “mi piace” buttato lì sulla pagina (o una amicizia accettata tanto per) non significa che poi ciò che pubblichiamo raggiunga quella persona.

Dovremo sforzarci di creare dei contenuti coinvolgenti, che stuzzichino l’interesse e provochino una reazione.

Sapete che fine fanno le attività (cioè le notizie, commenti, mi piace, aggiornamenti) che non guadagnano l’onore della prima pagina, ops, volevo dire, della bacheca del vostro lettore?

Cercate di indovinare… non vanno perse e c’è qualcosa che potete fare per farvi notare anche lì.

 

Ditemi cosa pensate che succeda, commentando questo post sulla mia pagina facebook: Stasera svelerò la risposta!

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