BEGINNERS
Appaiono raramente sulla Terra, solo ad intervalli,
E alla Terra sono cari, e al tempo stesso pericolosi.
Si mettono a repentaglio, più di chiunque altro
E la gente risponde loro anche se non li conosce.
C’è, ogni volta, nel loro fato, qualcosa di inflessibile,
Mai riconoscono l’oggetto della loro adulazione, nè la loro
ricompensa,
E ogni volta lo stesso inesorabile prezzo dev’essere pagato
per la stessa grande occasione.

(Walt Whitman)

Cosa hanno in comune Facebook, i ponti di Königsberg, il rumore, l chimica, la biologia, il signore del francobollo e questa poesia di Walt Whitman, l’informatica?

Vi ho promesso che oggi avrei svelato come fare a non perdere nulla di ciò che vi interessa su facebook, se siete solo dei lettori, e come far giungere il vostro messaggio alla maggior quantità possibile di lettori.

E per spiegarmi ho bisogno di fare qualche passo indietro.

Se conoscete già il significato di alcune parole o concetti che spiegherò nei prossimi paragrafi, potete saltare direttamente alla parte in cui spiego l’arcano.

Cosa c’entra il signore del francobollo?

al-Khwārizmī

al-Khwārizmī

Quel signore si chiama Abū Jaʿfar Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī.
Nacque in persia, forse a Baghdad, tra il 780 e il 850. Fu un matematica, Astronomo, astrologo e geografo, responsabile della “casa della sapienza”, la famosa biblioteca del califfo al-Ma’Mun.

Scrisse un libro in cui descriveva come risolvere certi problemi: dal titolo del libro viene presa la parola araba al-Gabr, da cui deriva la moderna parola ALGEBRA, di cui egli è considerato il padre.

Cominciate ad odiarlo un pochino per questo? Aspettate…

Scrisse un altro libro sul sistema di numerazione usato in India: descriveva lo zero e il sistema di numerazione posizionale, cioè i numeri come li usiamo oggi.
Il titolo del libro, in latino, è “Algoritmi de numero indorum”, dove la parola Algoritmi è la versione latina del suo nome.

Oggi la parola algoritmo definisce un metodo per ottenere un certo risultato in un numero preciso (dovrei scrivere finito) di passaggi.

Fate attenzione! ci sono due aspetti fondamentali:

Un algoritmo DEVE:

1 – Portare ad un risultato
2 – Avere una sequenza di passaggi da eseguire che non sia infinita

Un semplicissimo esempio di algoritmo?

Una ricetta di cucina: dati gli ingredienti, in pochi passaggi vi dice cosa farne per ottenere una deliziosa pietanza!


E i ponti di Königsberg?

In questa città, che oggi si chiama Kaliningrad, è percorsa dal fiume pregel e dai suoi affluenti, ci sono due isole e ben sette ponti che collegano le quattro zone della città, come vedete nella figura.

königsberg, attraversata dal fiume Pregel ed i sette ponti.

Per secoli ci si domandò se fosse possibile iniziare una passeggiata da un punto qualsiasi della città e tornarci dopo aver attraversato tutti i ponti una e una volta soltanto.

Il matematico Eulero studiò il problema nel 1736 e ne venne a capo: trovò la soluzione inventando una nuova importante teoria della matematica,la teoria dei grafi.

Egli infatti rappresentò la città non come nella figura mostrata, ma la semplificò, prima in questo modo

La rappresentazione di königsberg fatta da Eulero

La rappresentazione di königsberg fatta da Eulero

e poi con un secondo passaggio così:

Il grafo che rappresenta königsberg

Il grafo che rappresenta königsberg

La definizione precisa e completa di grafo la trovate su wikipedia, mi interessa solo che teniate a mente che:

  1. Un grafo è costituito da oggetti collegati tra di loro.
  2. Gli oggetti si chiamano nodi.
  3. I collegamenti si chiamano, a seconda dei casi, archi o spigoli.

Che differenza c’è?

se il collegamento lo posso percorrere nei due sensi si chiamano spigoli, se invece posso percorrere un collegamento solo in una direzione, si chiama arco.

ecco un esempio:

Un grafo con sei nodi e sette spigoli

Un grafo con sei nodi e sette spigoli

 

Cosa c’entra tutto questo con Facebook?

Sappiate che su facebook tutto è rappresentato da un grafo.

Tutto cosa? Ogni singola informazione, aggiornamento, foto, mi piace, commento, post, tutto è, in termini di facebook, una attività. E ogni attività che viene compiuta su facebook i suoi programmatori l’hanno chiamata… Spigolo! ( in inglese EDGE)

I programmatori di facebook rappresentano ogni azione compiuta da voi o da un vostro amico come uno spigolo di un grafo, in cui i nodi siete voi.

Durante la conferenza F8 in cui Facebook ha presentato il suo nuovo algoritmo (eccolo!), alle spalle di Zuckerberg c’era questa foto:

la presentazione di zuckerberg a F8

la presentazione di zuckerberg a F8

ma la realtà è ben più complicata:

 

il grafo mondiale di facebook

il grafo mondiale di facebook

Ecco perchè facebook deve rappresentare i dati in un certo modo, usando i grafi e poi trovare un modo per gestirli: se ogni singola azione venisse mostrata sul vostro news feed (la pagina dove leggete tutto ciò che pubblicano i vostri amici, pagine che seguite, eventi a cui parteciperete e così via) sareste sommersi da uno tsunami di informazioni.

Facebook quindi utilizza un algoritmo, cioè vi ricordo, un insieme finito di operazioni che portano ad un risultato, per cercare di fare una previsione su ciò che potrebbe risultare interessante per voi, e quindi seleziona le informazioni che ritiene sia necessario mostrarvi.

Questo algoritmo si chiama EDGERANK, ed è quello che vi interessa conoscere se siete su facebook per promuovervi, per farvi conoscere, o semplicemente se volete che davvero ciò che pubblicate raggiunga il maggior numero di persone.

Esiste anche un secondo algoritmo, annunciato di recente, GRAPHRANK, ma ve ne parlerò dopo.

Edgerank analizza tutte le possibili notizie, candidate a essere mostrate sul vostro news feed e attribuisce a ciascuna un punteggio. Quelle col punteggio più alto ce la fanno e vengono mostrate. Se un vostro amico pubblica cose che Edgerank giudica per voi noiose, che la previsione sia azzeccata o meno, quelle notizie NON verranno mostrate.

Ora vi rigiro la frittata: Siete sicuri che tutto ciò che fate, pubblicate, commentate, giunga ai vostri ascoltatori?

In un intervista di qualche anno fa, un programmatore di facebook svelò he solo lo 0,2% delle notizie ce la fa a raggiungere il news feed. Sapete che signiifica? Che solo una tra 500 viene scelta e mostrata.

Se siete dei lettori, ve ne state perdendo 499.

Se siete degli editori (definisco così chiunque pubblichi su facebook qualcosa), la vostra notizia è in competizione con altre 499.

In realtà, poiché edgerank sembrava TROPPO bravo a fare delle previsioni, Zuckerberg ha dichiarato in una intervista a techcrunch che era stata introdotta una certa quantità (piccola) di notizie scelta a caso.

Ma come funziona?

Naturalmente penso sia opportuno conoscere il meccanismo per poterlo controllare in qualche modo. Ma se vi interessa solo avere qualche consiglio pratico su come migliorare il punteggio delle vostre notizie, potete saltare questa parte e procedere alla seguente sezione.
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La formula di edgerank è la seguente:

La formula di edgrank

La formula di edgrank

dove

  • U è l’affinità tra l’utente lettore e l’utente che ha generato la notizia
  • W è il peso assegnato al tipo di notizia (aggiornamento di stato, like, commento, foto…)
  • D è il tempo di decadimeno, cioè il tempo trascorso dalla generazione

Analizziamo per parti:

Affinità

Viene analizzato “come” ogni utente è collegato alla notizia: se interagite spesso con la bacheca di un vostro amico, avete tanti amici in comune, magari siete anche parenti, allora il punteggio affinità sarà alto.

Ogni azione esplicita come commentare, mettere un mi piace, condividere o stringere amicizia viene valutata in base a tre fattori: forza dell’azione stessa, vicinanza della persona che l’ha compiuta e da quanto tempo l’ha compiuta.

Non tutte le azioni hanno la stessa forza, per esempio, scrivere un commento ha una forza maggiore rispetto a mettere un semplice “mi piace”

Ogni interazione accresce l’affinità, leggere passivamente no!

L’affinità cresce valutando non solo le azioni vostre, ma anche del vostro amici e dei suoi amici. Perciò un vostro commento in una pagina di cui siete fan “vale” di più del commento del vostro amico sulla stessa pagina e sicuramente del commento di un suo amico.

L’affinità si rafforza anche con la frequenza delle interazioni: se scrivete spesso sulla bacheca di un amico, o commentate spesso i suoi post, l’affinità con lui crescerà.

Attenzione: l’affinità è a senso unico!

Se IO scrivo sulla vostra bacheca, commento un vostro post o ci metto un mi piace crescerà il punteggio della MIA affinità con Voi, ma non viceversa.
Le vostre attività,notizie, mi giungeranno più spesso.

Ma le mie no, a meno che VOI interagiate con me in modo tale da accrescere la VOSTRA affinità nei miei confronti.

Il peso W

Ogni attività ha un peso specifico diverso. In parole povere, e come già accennato, un commento vale di più di un “mi piace”

Ogni azione compiuta da un utente genera un “edge” del grafo (non i semplici click), ed ogni edge genera, potenzialmente, una storia da mostrare nel newsfeed.

Non è dato sapere quale sia il peso specifico che facebook attribuisce ad ogni attività: cambia a seconda di ciò che facebook pensa sia più interessante per l’utente.

Se io commento più spesso fotografie e voi commentate più spesso altri tipi di notizie, per esempio dei link, ecco che il peso delle fotografie sarà per me maggiore che per voi.
Per voi sarà invece maggiore il peso dei link.

Pare (non c’è nulla di documentato, io ho condensato qui notizie sparse in rete) che facebook assegni un punteggio diverso a certe azioni a seconda del motivo che le ha scatenate: perciò un “mi piace” dato ad una pagina avrebbe un valore diverso a seconda se deriva da un clic su una pubblicità o se invece la pagina l’ho cercata direttamente.
Facebook valuterebbe di più la mia proattività nel cercare una pagina di cui poi divento fan che non la mia “passività” nell’accettare di diventarne fan perché ne ho visto la pubblicità.

Ovviamente le nuove funzioni di facebook sono premiate da un peso maggiore: per cui al momento del lancio della funzione “domande”, per esempio, questo tipo di azione aveva un peso rafforzato.

Il tempo di decadimento

Semplicemente, più vecchia è la storia, meno punteggio ottiene.

Questo significa che il punteggio totale assegnato da Edgerank ad una notizia cambia ad ogni momento.

Quando vi collegate a facebook, il vostro newsfeed si popola di notizie col più alto punteggio in quel particolare momento.

Per assegnare questo valore facebook semplicemente divide il punteggio della notizia per il tempo trascorso: maggiore il tempo, minore sarà il punteggio.

Anche qui non esiste documentazione ufficiale: pare che facebook regoli ulteriormemente questo punteggio in base alla frequenza con cui l’utente si collega e a quanto tempo sia trascorso dal collegamento precedente.

E i consigli per volgere a vostro favore edgrank? Nella seconda parte!  

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